Il Nostro Atelier

Intervista nel cuore dell’Atelier

LINDERA SPOSE – COCCOLE PER LA MIA SPOSA

Annalisa ha voluto che il suo lavoro rispecchiasse le sue passioni. Ha voluto che nel suo Atelier si respirasse la cura e l’attenzione che mette verso la sposa. Ha voluto dunque che Lindera Spose vivesse della sua energia.

E la sua ricetta le ha dato ragione.

Cosa significa Lindera?

«Nonostante abbia poi scoperto che è anche una pianta officinale, Lindera è la crasi fra i nomi Linda e Piera, le mie nonne, dalla quali ho ereditato la passione per questo lavoro».

A parlare è Annalisa, titolare di Lindera Spose a Fidenza, che ci racconta con orgoglio la storia della propria famiglia: «Quasi tutti i miei parenti più stretti sono stati commercianti, così fin da piccola mi sono trovata per gioco nei vari negozi a servire clienti , a dare il resto e a familiarizzare con la clientela. Nonna Linda, in particolare, era sarta per cui ai miei geni commerciali si sono uniti quelli creativi di stilista. Dopo aver lavorato per anni nel settore moda e abbigliamento,  gerente in varie boutique, aver frequentato scuole di stilismo e corsi da modellista  ho deciso di vivere il mio lavoro in un modo più diretto, che rispecchiasse più profondamente le mie passioni e che potesse originare qualcosa di più “mio”.

Ho deciso così di fare il grande salto, forte dell’esperienza vissuta sul campo, la mia predilezione per l’alta moda e gli abiti  da sposa ha fatto si che, carica di esperienza e formazione, mi sono finalmente trovata ad aprire la mia attività, motivata e preparata».

Nel marzo  2008 quindi Annalisa inaugura Lindera Spose.

Quali sono le peculiarità di questo lavoro?

«Sicuramente la prima fra tutte è il rapporto con le spose. E’ un acquisto di una volta sola,  ma si instaura un’empatia e  un’intimità che difficilmente è possibile  creare in  altri ambiti. Le ragazze arrivano cariche di entusiasmo, di sogni ed emozioni che esprimono mentre scelgono l’abito, fanno le prove e gli aggiustamenti sartoriali, e che culminano, per quel che mi riguarda, quando le vedo il giorno delle nozze indossare uno dei miei abiti. È una bellissima passione, che ti permette di lavorare in tranquillità, col sorriso e con persone felici, e questo è un vero privilegio».

Come è la sposa oggi?

«Dal momento che ci si sposa in età più adulta, la sposa oggi ha le idee più chiare, è più critica ed esigente ed è consapevole di come vuole essere. Io consiglio sempre di scegliere il proprio abito con il cuore, lasciandosi guidare dall’emozione che ti suscita e da come ti senti indossandolo. Lo stesso splendido modello può risultare divino su una ragazza ed essere pessimo su un’altra. Così come una bellissima sposa può diventare insignificante se non indossa  l’abito giusto per lei. È anche per questo che non vendo mai due abiti uguali: un po’ per garantire l’esclusiva e un po’ perché quando un abito ha trovato la sua sposa, non ne esiste nessun’altra!».

“Ogni abito trova la sua sposa”

Che caratteristiche ha il tuo atelier?

«E’ un ambiente che ho voluto intimo e riservato, in cui far sentire a proprio agio i nostri sposi: una piccola ed elegante vetrina, una sala con una vasta scelta di abiti ed una stanza dedicata alla prova dove ho allestito un piccolo salottino attiguo per chi accompagna la sposa, accanto si trova  la  sartoria. Un tono riservato e confidenziale, che non ha volutamente gli accenti del grande atelier prestigioso, per dare tranquillità e dove si possono trovare delle “perle” di alta sartoria. A parte le linee Maggie Sottero, St.Patrick e White one del gruppo Pronovias i marchi che tratto sono tutti italiani, nei tessuti e nella produzione, per garantire lo stile unico  e un servizio sartoriale tempestivo e versatile, non ultima la nostra elegantissima ed esclusiva “Collezione Lindera”, interamente progettata e disegnata da noi, realizzata con tessuti preziosi e naturali che esaltano il taglio e la vestibilità di ogni singolo abito». Annalisa ha anche abiti da cerimonia che, specifica, «non sono solo quelli per la mamma, le damigelle o la testimone, ma anche per la sposa che non  pensa ad un  abito “tradizionale”. Più colorati quindi, o sul corto e con texture diverse, si addicono per esempio anche alle cerimonie civili».

Qualche sposa con richieste particolari?

«Quasi tutte per fortuna! altrimenti che spose sarebbero?»

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